Festival più che danza

Daniele Ninarello/Foto-Emanuele Padovani

Il festival Più che Danza, si realizza in Italia, a Milano dal 2014, sotto la direzione artistica di Franca Ferrari, direttrice del Centro Internazionale di Movimento e Danza CIMD dal 1981.

All’inizio il festival era rivolto a compagnie della Regione Lombardia e aveva un carattere multidisciplinare, accogliendo non solo artisti di danza, ma anche di teatro, musica, in generale di arti sceniche. “…Diventando un festival più multidisciplinare con del teatro, un tipo di ricerca del movimento, anche della musica, fino a ospitare un’opera” (Intervista a Franca Ferrari.2019)

Dal 2018 diventa nazionale e dedicato alla danza contemporanea, dove le proposte sceniche si orientano verso l’immaginario che propone il corpo, prendendo così una forma e un carattere proprio.

Così il nome Più che danza, che all’inizio faceva riferimento alla presenza di altre arti sceniche, attualmente si riferisce all’idea di andare oltre la danza che conosciamo fino ad ora, aprendosi al cambiamento e alla trasformazione della danza contemporanea. “Vuole cercare “l’anima specifica” del mondo dell’arte performativa contemporanea nella sua propensione alla scoperta, al rinnovamento, all’innovazione”https://cimd-danza.it/piu-che-danza-2019

Questa nuova danza è chiamata anche danza del terzo paesaggio (PONTREMOLI A. 2018. La Danza 2.0. Paesaggi coreografici del nuovo millennio. Bari-Roma:Laterza.) una danza che non si riconosce nella tecnica del passato classico o moderno, ma che propone un linguaggio del corpo nuovo, attuale, corrispondente ai corpi e al contesto contemporaneo. Si fa uso anche dello spazio pubblico, scendendo dal palcoscenico per avvicinarsi di più agli spettatori, coinvolgendoli in qualche occasione.

Rispetto a questi cambiamenti nella danza, negli spettacoli del Festival, i corpi entrano in relazione con lo spazio, col pubblico, con un oggetto, con la musica, con altri corpi, con la voce, ecc. disegnando movimenti a volte difficili da capire, da riconoscere, ma che allo stesso tempo possono coinvolgerci in maniera indescrivibile e profonda in questo discorso corporeo, tanto a livello emozionale come mentale.

C’è qualcosa che succede sul palcoscenico che ci coinvolge e cattura la nostra attenzione, forse è la logica naturale che questi movimenti seguono. Con “logica naturale” intendo che i corpi non seguono una sequenza di movimenti prestabiliti, ma piuttosto rispondono ad uno stimolo o necessità creata nel momento, per quanto, ovviamente, esista una traccia da seguire. Nello stesso tempo sembra che accada qualcosa nel mondo interno di ogni ballerina e ballerino che risuona in noi. Qualunque sia la ragione, seguiamo con attenzione un discorso che si esprime attraverso un linguaggio ancora sconosciuto. Il pubblico non riconoscendo la codificazione di questo linguaggio riceve l’informazione a livello sensoriale o forse intuitivo.

Per descrivere gli spettacoli del Festival ho raggruppato le proposte sceniche in quattro tematiche: la relazione, il conflitto, le idee sulla natura umana e, infine, la sperimentazione del corpo, basandomi sulle sinossi scritte da ogni coreografo e coreografa, e anche nella mia propria interpretazione osservando gli spettacoli.

Prima tematica:

La relazione con lo spazio e il pubblico (Invocazione), con la natura (Animale, Phoenix), tra l’umano e il divino (Beth), tra la musica, il corpo e lo spazio (Kudoku), tra corpo, spazio e luce (Eigengrau), tra due esseri che marcano un prima e un dopo a partire dal loro incontro (Sullo stare).

Seconda tematica:

il conflitto, tra il corpo e l’anima (Reverse), tra il piacere del movimento e il controllo nell’azione scenica (Idillio), tra andare nel senso contrario a ciò che si cerca (Fuoco corri con noi), di fronte alla parola omosessuale (Omós).

Terza tematica: le idee sulla natura umana, domande sul presente, passato e futuro in un mondo alla deriva (Who is Jo?), il suono che genera la configurazione umana (Preludio), la presenza del Tao nell’essere umano, l’opposizione tra vuoto e pieno, tra rumore e silenzio (Vacuo), la dimensione fisica e spirituale della morte (Iki), ricerca della verticalità corporea di un essere consumato dai suoi desideri (Mr Furry), la gentilezza come fattore che permette al mondo di andare avanti (Variazione #2).

L’ultima tematica è la sperimentazione del corpo, l’apprezzamento molecolare del corpo (Error #1), danza libera e ciclica di un corpo nudo (Natural gravitation – tributo a Isadora Duncan).

La sperimentazione del corpo è un tema inerente a ogni proposta scenica, ma non tutte trattano quest’aspetto come tema centrale. Per esempio, in Mr. Furry, basandoci sulla sinossi, https://cimd-danza.it/29-11-19-2030-error1-iki-fuoco-corri-con-noi-e-mr-furry/ il tema centrale è l’idea di un corpo consumato dai suoi desideri, che cerca la sua propria verticalità, ed è a partire da questa idea che si sperimenta con il movimento. In Error#1 invece, sempre basandoci sulla sinossi, https://cimd-danza.it/29-11-19-2030-error1-iki-fuoco-corri-con-noi-e-mr-furry/ il tema centrale è l’apprendimento e l’esplorazione del corpo. Per questa ragione ho considerato la sperimentazione del corpo come una quarta tematica.

Un altro aspetto da osservare è il tema della relazione, dove non si vede più il ballerino che si mostra al pubblico con un virtuosismo scenico, ma un corpo che entra in relazione con qualcuno o qualcosa, e, a partire da questa relazione, nasce una danza. Per esempio, in Kudoku si sperimenta la relazione tra musica, corpo e spazio, oppure in Eigengrau la relazione tra corpo, spazio e luce.

I temi di conflitto e idee sulla natura umana che abbiamo visto in scena,come il tema della morte in Iki, la parola omosessuale e tutto ciò che implica in un mondo come il nostro, in Omòs, il conflitto tra corpo e anima, in Reverse, o domande sul passato, presente e futuro in un mondo alla deriva, in Who is Jo?,  rispondono a una soggettività, a un modo di intendere, interpretare o sperimentare la realtà. 

Possiamo dire che il movimento, che si traduce in qualcosa che chiamiamo ancora danza, può sorgere dalla sperimentazione del corpo stesso, dalla sua relazione con ciò che lo circonda, e dalle domande sulla natura umana.

È importante menzionare le tematiche messe in scena perché ogni manifestazione culturale è un elemento che ci permette di fare una lettura della società in cui si manifesta. Per quanto non si possa pretendere, a partire da questa riflessione, di interpretare la società italiana e ancora meno quella contemporanea, cerchiamo di cogliere anche questo aspetto che è intorno al movimento della danza.

Trasformazione è stato il tema centrale del festival quest’anno. Abbiamo già menzionato i cambiamenti che sta sperimentando la danza, uscendo dalla tecnica come schema, per cercare un nuovo linguaggio. “...La danza finalmente si è liberata della tecnica, perché la tecnica è una copertura, è una cosa che nasconde, nella tecnica si guarda il virtuosismo e non è interessante.” (Intervista a Franca Ferrari. 2019).

A partire da ciò che si è visto nel festival, si potrebbe dire che la danza contemporanea è un linguaggio con elementi o principi comuni, e, allo stesso tempo permette un’apertura e una possibilità per ogni artista di codificare o incontrare un suo proprio linguaggio.

In questa ricerca di un nuovo linguaggio è importante che i ballerini o gli artisti del movimento non si occupino solo del loro lavoro di ricerca personale, ma anche della loro presenza nella società, per far conoscere questa nuova danza, gestendo spettacoli, festival, incontri. Per raggiunggere entrambi gli obiettivi è necessario qualcosa di più del talento o dell’ispirazione “…se tu non sei motivato, se non hai una motivazione che devi trovare tu… è inutile pensare che è bello danzare… ci vuole forza, coraggio, devi trovare la forza per fare…qualcuno ce l’ha, qualcuno non ce l’ha.” Queste sono le parole di Franca Ferrari che dopo molti anni di esperienza, ci spiega che per vivere con la danza non basta solo il talento, che è indispensabile, ma è anche necessario un lavoro costante, coraggio e determinazione

Sinossi degli spettacoli https://cimd-danza.it/piu-che-danza-2019

Layne Romero

Franca Ferrari. Ricercatrice di movimento e danza, docente, operatrice culturale, direttrice del CIMD, del progetto INCUBATORE PER FUTURI COREOGRAFI e del Festival Più che Danza.https://cimd-danza.it

 

Invocazione-Daniele Ninarello/Foto-Emanuele Padovani
Invocazione-Emanuela de Cecco/Foto-Emanuele Padovani
Who is Jo?-Davide Valrosso/Foto-Emanuele Padovani
Animale-Romain Guion/Foto-Emanuele Padovani
Beth-Paola Ponti e Melina Aldrovandi/Foto-Emanuele Padovani
Kudoku-Daniele Ninarello/Foto-Emanuele Padovani
Reverse-Giuseppe Muscarello/Foto-Album Più che danza

Preludio-Giacomo Giannangeli e Giorgia Fusari/Foto-Album Più che danza
Vacuo-Elisa Sbaragli/Foto-Album Più che danza
Errori #1-Martina Gambardella/Foto- Album Più che danza
Iki-Maria Menichetti e Francesco Maneti/Foto-Emanuele Padovani
Mr Furry-Tommaso Serratore/Foto- Album Più che danza
Eigengrau-Giorgia Fusari e Lorenzo di Simone
Natural Gravitation-Luna Cenere/Foto- Album Più che danza
Elogio alla gentileza-Lorenzo di Simone/Foto- Album Più che danza
Omós-Riccardo Olivier/Foto-Emanuele Padovani
Sullo stare-Guisepe Muscarello e Davide Valrosso/Foto- Album Più che danza

Ringrazio il fotografo Emanuele Padovani per le foto tratte dal suo Facebook Emanuele Padovani Photographer e Franca Ferrari per la concessione delle foto dell’album Più che Danza.

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.