Incontro e relazione con la danza

Da sinistra a destra (in alto): Vania Farfán, Ninoska Carbajal e Marisol Zumaeta. Da sinistra a destra (in basso): Carol Arzubialde,Charlotte Giusti e Simone Mello.

 

Questo articolo si basa sulle interviste fatte a 6 ballerine di Cusco https://layneromero.com/incontro-e-relazione-con-la-danza/ con l’obiettivo di conoscere come entrano in contatto con la danza contemporanea e il rapporto che stabiliscono con essa. Tre delle intervistate provengono da Cusco, una da Lima, una dalla Francia e una dal Brasile. Questo è solo un riflesso del carattere cosmopolita di Cusco, un posto a cui le persone arrivano da diverse parti del Perú e del mondo, e in molte occasioni rimangono a vivere.

Per conoscere la danza contemporanea a Cusco, è importante sapere cosa si fa e non chi lo fa, in questo modo si parla di danza contemporanea a Cusco e non di danza contemporanea dei “cusqueños”.

L’età delle ballerine intervistate è compressa tra i 35 ai 50 anni. Tutte dirigono, spazi di formazione, spettacoli, incontri, festival e allo stesso tempo indagano nel proprio linguaggio della danza, o forse è più appropriato parlare di Sistema della danza, poiché nel linguaggio c’è, tra altre cose, una corrispondenza convenzionale tra significato e significante, cosa che nella danza non si osserva. Si può quindi parlare della danza come un sistema all’interno del quale diversi codici entrano in azione.1

Quando ho elaborato le interviste, la mia intenzione era di conoscere come la danza contemporanea fosse entrata in contatto con le mie intervistate, invece ho trovato che il primo contatto non è stato con la danza, ma con il corpo, mettendolo alla prova ed esplorandone le possibilità, la forza, la velocità, l’agilità, i limiti e la sua capacità espressiva. “Ho scoperto il mio corpo e tutte le sue possibilità, prima nella natura … spingendo il corpo al suo limite e provando sensazioni forti e stimolanti … ho sentito la libertà.” (Charlotte Giusti)

È da questa esplorazione del corpo che si entra in contatto con diverse tecniche di danza. L’ambiente familiare e scolastico hanno avuto un ruolo importante nello stabilire un primo contatto con il vasto mondo della danza. “Ho partecipato a gare tra scuole, abbiamo provato molte ore, ci siamo allenati duramente, lì ho imparato cos’è la dedizione, la passione e l’estasi della danza.” (Marisol Zumaeta)

Sperimentare la danza in un periodo scolastico è importante non solo perché risveglia e stimola un’inclinazione artistica, ma perché attraverso di essa si instaura un rapporto con il corpo, con il sé, con l’individualità e con il modo di entrare in relazione attraverso l’“io” personale. Ricordiamoci che il corpo rappresenta la nostra individualità e allo stesso tempo riflette la cultura e la società a cui apparteniamo.

Nel lungo percorso della sperimentazione della danza, tutte le ballerine intervistate hanno conosciuto diverse tecniche come la danza Classica, Contact improvisation, Jazz, danza Moderna, Butoh, Flying Low, danze Tradizionali, ecc. come parte della loro formazione da autodidatta o accademica. “Nella mia formazione ho praticato ciò che era a portata di mano, pagato dai miei genitori, ricevendo lezioni permanenti di molte ore alla settimana, di danza classica, zapateo, Jazz, danza moderna, flamenco.” (Simone Mello)

Nonostante l’interesse fin dalla tenera età per la danza, quasi tutte le danzatrici si sono formate in altre professioni, come psicologia, biologia, pittura e architettura, sperimentando la danza contemporanea in modo autodidatta o in vari laboratori tenuti da danzatori di altre città o Paesi. In relazione a ciò, dobbiamo ricordare che a Cusco non ci sono scuole di danza contemporanea, e non sono ancora previste per le nuove generazioni. Tuttavia questo non ha fermato la ricerca e la sperimentazione della danza. 20 anni fa la danza contemporanea a Cusco nasceva timidamente, con sporadici laboratori e formazioni da autodidatta. Ora, dopo aver percorso quella lunga strada, senza un grande intervento da parte delle istituzioni pubbliche, Cusco offre laboratori di danza contemporanea per bambini, giovani e adulti, così come spettacoli, incontri e festival. “Ho trovato un poster che pubblicizzava un seminario di danza contemporanea … da lì non ho smesso di partecipare ad ogni seminario di danza contemporanea che arrivava a Cusco.” (Carol Arzubialde)

Dopo aver seguito questo percorso di sperimentazione del corpo attraverso diverse pratiche e conoscenze, la danza contemporanea si presenta come la più adatta per mettere in pratica e mettere in scena tutte le esperienze apprese, che permette di esplorare e ricercare la propria danza, rifiutando forme, stili e parametri tecnici. “Nel mio percorso di ballerina, la danza contemporanea è quella che mi ha fornito più strumenti, sia come insegnante che come creatrice … mi ha permesso di incorporare gli strumenti di capoeira, ginnastica, danze tradizionali e danze urbane”. (Vania Farfán)

Sebbene siano tutte d’accordo sulle possibilità che offre la danza contemporanea, non tutte concordano nel chiamare la loro danza, danza contemporanea. C’è un rifiuto dell’etichetta, della definizione della loro danza, che non si identifica con nessun’altra e che è in costante cambiamento e ricerca, ma allo stesso tempo riconoscono di essere influenzate da tutte le esperienze e le tecniche apprese. C’è una ricerca dell’individualità, del proprio, inteso come vero. “Mi considero una ballerina empirica. Credo che tutte le tecniche che ho conosciuto abbiano influenzato la mia espressione e mi abbiano spinta e ispirata a cercare nuove strade ”. (Ninoska Carbajal)

Il Perù è un Paese multiculturale, e questo si riflette anche nella danza contemporanea, dove si intrecciano tradizione e contemporaneità . In questo contesto, la danza esplora anche le radici culturali, fondendo elementi tradizionali e contemporanei, mettendo in scena personaggi, rituali, storie, movimenti e musica che sono riconoscibili nelle diverse tradizioni. “Ho deciso di praticare balli afro-peruviani e flamenco, cercando le mie origini culturali … sono già vent’anni che il flamenco è nella mia vita, oggi lo insegno e lo integro con forme contemporanee …” (Marisol Zumaeta)

Così, la danza contemporanea a Cusco sembra essere lo spazio che fa convergere diverse tecniche, arti, conoscenze ed esperienze. Permette inoltre la presenza della tradizione e della contemporaneità, l’incontro con sé stessi e con gli altri, l’osservazione e la riflessione sulla società. Si apre così la possibilità di cercare e trovare la propria danza, dove non ci sono parametri per il movimento e nemmeno per le idee.

Testimonianza 1. “La danza per me è collegare l’universo alla terra, è dare forma alla parola; è un incontro silenzioso e profondo con l’altro e con la comunità.” (Ninoska Carbajal)

La danza para mí es conectar el universo a la tierra, es darle forma a la palabra; es un encuentro silencioso y profundo con el otro y con la comunidad.” (Ninoska Carbajal) 

 

 

Testimonianza 2. “Il mio corpo di bambina è diventato donna che danza una misteriosa mistura di tutto ciò che ha conosciuto e che insiste per non essere nominato, né catalogato, perché il mio corpo che balla ama essere avventuroso, libero e non docile, selvaggio e non sottomesso.” (Simone Mello)

“Mi cuerpo de niña se convirtió en una mujer que danza, una mujer que danza una misteriosa mistura de todo lo que ha conocido y que insiste en no ser nombrado, tampoco catalogado, porque a mi cuerpo que danza le gusta ser aventurero, libre y no dócil, salvaje y  jamás sometido.” (Simone Mello)

 

 

Testimonianza 3. “La danza è il linguaggio del corpo. Attraverso il suo movimento e le sue vibrazioni danzano i muscoli, le ossa, ma anche lo spirito, le emozioni, l’anima e la coscienza.” (Marisol Zumaeta)

“La danza es el lenguaje del cuerpo. A través de su movimiento y sus vibraciones; danzan los músculos, los huesos, pero también el espíritu, las emociones, el alma y la conciencia.” (Marisol Zumaeta)

 

 

Testimonianza 4. “Danza significa essere presenti o in assoluta connessione con me stessa dall’interno verso l’esterno e viceversa… è la consapevolezza dello stato del tuo corpo e della tua mente, è godere ed essere… la mia danza è la più pura delle mie verità.” (Vania Fanfán)

“La danza significa estar presente o en conexión absoluta conmigo misma desde adentro hacia afuera y viceversa… es la conciencia del estado de tu cuerpo y tu mente, es disfrutar y ser… mi danza es la más pura de mis verdades.” (Vania Farfán)

 

 

Testimonianza 5. “La danza è uno stile di vita. Un modo per riconoscerti ed essere un essere umano migliore… È disciplina, fiducia, armonia. È anche dolore e tanto, perché non è una strada facile.” (Carol Arzubialde)

“La danza es un camino de vida. Un camino para reconocerse y para ser un mejor ser humano … Es disciplina, confianza, armonía. Es dolor también y mucho, porque no es un camino fácil.” (Carol Arzubialde)

 

 

Testimonianza 6. “La danza è un territorio infinito dove sviluppiamo coscienze, libertà, resistenze, dove possiamo essere natura, elementi, astrazioni e personaggi, dove tutti i linguaggi si intersecano e dialogano dal primitivo al tecnologico… È un tempo-spazio d’azione e contemplazione.” (Charlotte Giusti)

“La danza es un territorio infinito donde desarrollamos conciencias, libertades, resistencias, donde podemos ser naturaleza, elementos, abstracciones, personajes, donde todos los lenguajes se cruzan y conversan de lo primitivo a lo tecnológico… Es un espacio tiempo de acción y contemplación.” (Charlotte Giusti)

 

 

Per concludere possiamo dire che la danza contemporanea a Cusco è la ricerca della propria danza, la libertà del corpo, l’uso di tutte le tecniche e le esperienze apprese, il rifiuto dell’uniformità e del controllo del corpo e delle idee, il rapporto con sé stessi e con l’altro. Questa è forse una risposta che possiamo darci temporaneamente sulla base delle testimonianze raccolte fino a trovare nuovi elementi.*

* Le conclusioni tratte su questo articolo si basano sulle sei interviste effettuate, va ricordato che le prossime interviste saranno effettuate a danzatori uomini, al fine di arricchire le informazione finora trovate.

1 A. Pontremoli “La Danza. Storia, teoria, estetica nel Novecento”, Laterza, Bari-Roma, 2004

 

Layne Romero, Novembre 2020

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