Intervista a Ninoska Carbajal (Cusco – Perú)

Ninoska Carbajal

INCONTRO E RELAZIONE CON LA DANZA

Quando ero bambina ho fatto qualche lezione di Danza classica con un’insegnante che si era fermata a Cusco (Perú) per un breve periodo. Qui non ci sono scuole di danza. A 19 anni ho conosciuto una maestra di danza contemporanea che allo stesso tempo insegnava aerobica ed era anche poetessa. Lei era di Arequipa (Perú). Un giorno mi chiese di danzare i suoi poemi. Io non capii cosa voleva esattamente, non avevo mai interpretato un poema attraverso la danza, però senza pensare troppo, quella notte ho danzato i suoi poemi. Lei era contenta del risultato e addirittura mi lasciò in carico le sue lezioni di aerobica e così ho cominciato a insegnare.

Prima di entrare in relazione con la danza contemporanea ho conosciuto il teatro e le arti marziali. Nel teatro, il testo mi permetteva di creare sequenze di movimenti al momento di interpretare un personaggio. E con le arti marziali sono entrata in contatto con le possibilità e potenzialità del mio corpo, sperimentando nuove forme, salti e controllo.

Tra altre tecniche di danza, ho conosciuto la danza classica, il butoh, la danza teatro, il flamenco, l’euritmia, danze di Gurdielf e la danza archetipica.

Il teatro e la danza sono stati sempre presenti nel mio percorso, ma ricordo che un giorno mi sono detta, “Mi affascina il teatro, ma io amo la danza”. È forse la mia incapacità di esprimere con le parole che mi fa dire “Non so come spiegare con le parole quello che sento, ed è per questo che danzo”.

Mi considero una ballerina empirica. Credo che tutte le tecniche che ho conosciuto mi hanno influenzato nella mia espressione e mi hanno motivato e ispirato a cercare nuove strade, però non mi identifico con una tecnica in particolare. Ed è in questo modo che ho creato PACHADANZA (Tecniche ancestrali applicate al tempo presente). Un’avventura che cerca di trovare l’essenza del movimento in tutto ciò che vedo. La mia prima domanda è stata: dove si trova l’essenza del movimento? Così comincio a osservare, a ricercare nei muri antichi della mia città e poi negli elementi della natura le sensazioni che proviamo quando ci uniamo a questi elementi. Aldilà delle linee e le forme che si ripetono e di un corpo fisico, credo ci sia qualcosa in più. PACHA significa nella lingua Quechua (Lingua originaria del Sud del Perú – NDT), UNIVERSO, quindi PACHADANZA è l’universo che danza.

La danza per me è connettere l’universo alla terra, è dare forma alla parola, è un incontro silenzioso e profondo con l’altro e la comunità.

 

Testo tratto dall’intervista a Ninoska Carbajal. Maggio 2020. Adattamento narrativo e traduzione in italiano. Layne Romero. Il contenuto di questo testo è stato approvato da Ninoska Carbajal.

 

Ninoska Carbajal
Incontro internazionale di improvvisazione per contatto – Gestualità del corpo collettivo. Organizzato per Renzo Zavaleta


Ninoska Carbajal Kalinowski. Da più di 30 anni si occupa di Danza, Teatro e Psicologia. Creatrice di PACHADANZA (Tecniche ancestrali applicate al tempo presente) è direttrice di QALAPATAS (Piedi nudi) proggetto di Teatro-Danza e lavora come psicologa (esperienze sottili). ninoska.carbajal@gmail.com

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