Intervista a Charlotte Giusti (Francia – Cusco)

Charlotte Giusti – Casa Darte
Foto: Mauricio Rueda


INCONTRO E RELAZIONE CON LA DANZA

 

Ho scoperto il mio corpo e le sue possibilità innanzitutto nella natura. Quando ero appena una bambina ho avuto la fortuna di sperimentare con l’acqua, nuotando nel mare, con la montagna, camminando, scalando, arrampicandomi sugli alberi, portando al limite il corpo, provando sensazioni intense e sfidanti, sentivo la libertà.

All’età di nove anni ho fatto il mio primo corso di circo contemporaneo e così ho conosciuto, meravigliata, un mondo di poesia, di tecniche infinite, e per la prima volta sono salita sul palco scenico. Da quel momento, qualcosa si è aperto in me.

Poi ho fatto qualche anno di danza classica, ma non mi identificavo con quello che mi chiedevano di mostrare, ero una ribelle e quindi questa tecnica mi limitava, non mi sentivo parte di questo linguaggio e così lasciai queste lezioni.

Il mio secondo incontro con la danza è stato nella mia adolescenza. Mi affascinava l’India e volevo avvicinarmi alla sua cultura. C’era, in una città vicina al mio villaggio, un corso di Bharatanatyam (danza tradizionale dell’India) e ho fatto queste lezioni per 4 anni, imparando piano piano questo linguaggio complesso e diverso dalla mia realtà, fu come fare un viaggio. Capii che il corpo aveva la capacità di esprimere e condividere migliaia di anni di cultura, riti e storia attraverso il movimento.

Quando ho avuto l’età per decidere sulla mia propria strada, ho scelto di frequentare la scuola di Circo di Lyon ed è stata la mia prima formazione professionale artistica. Ho imparato molto nel primo anno, il lavoro col corpo era impegnativo, le possibilità artistiche e sperimentali erano multiple, facevamo: acrobazia, clown, teatro, danza contemporanea, allenamento fisico, manipolazione di oggetti, ecc. Pensavo di continuare questo percorso, però la vita mi ha proposto un’altra alternativa e così sono arrivata in Perú.

Si crearono nuovi spazi in me, nuovi linguaggi, odori, suoni, colori, il mio mondo si estendeva. Lì cominciarono a crescere i sogni di un gruppo di arte”, con cui creare, vivere, ricercare. Così è nato il “Gruppo Darte” e la “Casa Darte”, capii che la mia vita si sarebbe dedicata per molto tempo all’arte scenica.

Dopo qualche anno sentivo che mi mancavano degli strumenti per continuare questa strada, e così sono tornata in Francia per studiare.

Per me era evidente che la danza era il mio linguaggio, il mio corpo la mia materia prima e il movimento era il mezzo. Mi sono iscritta a una scuola professionale di danza (Centro coreografico) e per 4 anni ho ricercato nel movimento attraverso diverse tecniche di danza come; danza contemporanea, danza moderna, danza jazz, danza classica, repertorio, improvvisazione, ecc. Ogni tecnica aveva il suo linguaggio, il suo discorso, la sua storia e la sua estetica. La mia cassetta di attrezzi cresceva. Ho scelto la danza contemporanea perché per me rappresentava il linguaggio più aperto, e mi permetteva di servirmi delle esperienze di vita, di teatro, circo e in generale delle diverse espressioni artistiche .

Consideravo che la danza non è solo movimento ma è anche idee, pensieri, discorsi, concetti e sentivo che la danza contemporanea mi offriva lo spazio per sviluppare, cercare, interrogarmi al di là delle forme.

Avevo assorbito conoscenze, ed era tempo di cercare la mia propria danza. Sono tornata in Perú. E adesso sono qui, continuo a sfidare, provando, esplorando, trasformando… tutte le tecniche che hanno attraversato il mio corpo mi servono. Di fatto, mi scontro anche con queste, perché la tecnica tante volte, ci può allontanare dall’autentico, dal primitivo, dall’intuitivo.

Trovo nella danza uno spazio di resistenza, di libertà, un grido contro i comandi e le sottomissioni. Significa andare e tornare, senza pensare alle risposte che troviamo nel cammino, ma piuttosto continuare a fare domande, essendo sempre movimento.

La danza è un territorio infinito dove sviluppiamo coscienze, libertà, resistenze, dove possiamo essere natura, elementi, astrazioni e personaggi dove tutti i linguaggi si incrociano e dialogano dal primitivo al tecnologico. È uno spazio-tempo di azione e contemplazione. La danza è …

Siamo danza sempre!

 

Testo tratto dall’intervista a Charlotte Giusti, Maggio 2020. Adattamento narrativo e traduzione in italiano – Layne Romero. Il contenuto di questo testo è stato approvato da Charlotte Giusti.

 

 

 

Charlotte Giusti- “Correspondance Camille Caludel
Dirige: Simone Mello


Charlotte Giusti-“El que no tiene de Inga tiene de Mandinga
Dirige: Grupo Darte/Foto: John Nilton


Charlotte Giusti – “La Caja
Dirige: Grupo Darte/ Foto: Adriana Peralta





CHARLOTTE GIUSTI: Ballerina, ricercatrice, operatrice culturale, insegnante di danza contemporanea e co direttrice del gruppo DARTE.

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