Intervista a Vania Farfán Huamán (Cusco-Perú)

Vania Farfán / Foto: Joseph Paz
“Kuskachakuy” – Festival Cuerpo a Cuerpo 2019

INCONTRO E RELAZIONE CON LA DANZA

Penso che, come la maggior parte delle persone, siano ballerini o no, il mio primo incontro con la danza è stato all’asilo nido e poi a scuola, dove soprattutto ho imparato le danze tradizionali del Perú e in particolare le danze di Cusco. Volevo sempre partecipare agli spettacoli della scuola e per fortuna sono stata sempre scelta per farlo.

Mentre imparavo danze tradizionali a scuola, frequentavo anche altri corsi nelle vacanze. Ricordo che ai miei 8 anni più o meno mia mamma mi ha iscritta a un corso di danza classica nella Alianza Francesa (Centro linguistico), quello stesso anno sono entrata nella squadra di ginnastica artistica della mia scuola. Poi da adolescente ho cominciato la mia propria pratica, con l’aiuto dei video, delle danze urbane come l’hip hop e un po’ di Street dance.

In più ai corsi di danza che ho fatto da bambina ho fatto anche corsi di disegno e pittura, mi piacevano molto. Poi per un corto periodo, ho fatto anche un corso di musica per imparare a suonare il violino, però non era la mia passione e quindi l’ho lasciato.

Finendo la scuola, cercavo nuove forme di movimento e così ho conosciuto la capoeira (danza brasiliana) che ho fatto per 4 anni, imparando un po’ di arti marziali, danze africane e brasiliane. Dopo qualche anno ho conosciuto la danza contemporanea della quale mi sono innamorata e lì sono rimasta, in quell’universo infinito di possibilità e prospettiva, dove ho conosciuto le tecniche di: Martha Graham, Merce Cunningham e José Limón, tutto questo nella prima fase del mio percorso. Più avanti ho incontrato le tecniche di movimento di Rudolf Laban e il teatro fisico, contact improvisation del maestro Steve Paxton e tecniche di coppia come il Partnering. Negli ultimi 3 anni ho conosciuto più in profondità le tecniche di Flying Low e Passing Through del maestro David Zambrano che seguo con ammirazione.

In questi anni ho anche imparato il Flamenco e danze spagnole. Continuo esplorando e ricercando nuovi linguaggi di espressione.

Le danze tradizionali, l’hip hop e la danza classica sono state il principio di questo viaggio.

Devo dire che le tecniche di ginnastica per l’acrobazia sono un complemento al mio lavoro come ballerina e insegnante. Negli ultimi anni è diventata una tecnica di allenamento per la danza contemporanea.

Nel mio percorso come ballerina la danza contemporanea è quella che mi ha dato più strumenti come insegnante e creatrice. Nella condivisione con i miei allievi, nella mia ricerca e nelle mie creazioni mi ha permesso di includere diverse risorse come: la capoeira, la ginnastica, le danze tradizionali e danze urbane. Però la tecnica con cui mi identifico e mi sento più a mio agio è il Flying Low e Passing Through perché trovo che sono risorse molto semplici e allo stesso tempo complesse in relazione allo spazio, tempo ed energia, si completano insieme e per me rappresentano uno stile di vita perché sono come la metafora di come ci muoviamo nella vita e nel quotidiano, su quanto diamo e quanto riceviamo. È molto interessante perché ti permette di de-costruire i concetti di danza e te stesso, è come cercare l’equilibrio costantemente, sono tecniche che ti aiutano ad essere più cosciente di te stesso e del tuo ambiente, condividendo la tua energia con tutti e ricevendola da tutti, attraversando lo spazio e lasciandoti attraversare dallo spazio.

Parlare sul significato della danza, per me, è parlare di diversi aspetti. Potrei dire in modo semplice che la danza è ciò che mi rende felice. Però in questi anni in cui mi sono occupata interamente di danza, ho scoperto che rappresenta diversi momenti e fasi della mia vita, e non può avere solo un significato per me. Per esempio, significa essere presente oppure in connessione assoluta con me stessa, dall’interno all’esterno e viceversa, dai mie piedi ai mie capelli, è connettermi con tutto quello che è intorno a me: la terra, l’aria, i fluidi corporei, il respiro, i battiti del cuore, i suoni, gli odori. È la coscienza del mio corpo e la mia mente è essere, è la sublimazione delle emozioni portate ad un piano superiore. La danza di ognuno è come il DNA, unica al mondo, e per questo posso concludere che la mia danza è la più pura delle mie verità.

 

Testo tratto dall’intervista a Vania Farfán Huamán. Maggio 2020. Adattamento narrativo e traduzione in italiano. Layne Romero.Il contenuto di questo testo è stato approvato da Vania Farfán Huamán. 

 

 

 

Vania Farfán / Foto: PUCP
Cuerpos de agua” – Andanzas PUCP 2016



Vania Farfán – Foto: Festival Antisuyuk
Ecuador 2018





VANIA FARFÁN HUAMÁN. Laureata presso la facoltà di scienze biologiche dell’Università Nazionale di San Antonio Abad del Cusco. Da più di 15 anni si dedica allo studio, creazione e insegnamento della danza. Ha frequentato lezioni di danza contemporanea a Cusco, Lima, Costa Rica, ed Ecuador. Co-direttrice del gruppo di danza contemporanea Kandunga e fondatrice di Epicentro – Centro artistico. http://www.facebook.com/EpicentroCentrodeArtes/.

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